L’Argine
Regia: Corrado D’Errico; soggetto: tratto dal dramma omonimo di Rino Alessi, ridotto per lo schermo da Ettore Maria Margadonna; sceneggiatura: Ettore Maria Margadonna, Giacinto Solito; fotografia: Vaclav Vich; scenografia: Salvo D’Angelo, Carlo Enrico Rava; costumi del varietà: su disegni di Carlo Enrico Rava; musica: Francesco Balilla Pradella diretta da Ugo Giacomozzi; canzoni: Amedeo Escobar, cantate dal Trio Lescano; musica jazz: Antonio Badiali; montaggio: Giacinto Solito; aiuto regia: Giacinto Solito; produzione: Sante Bonaldo per la Scalera Film / C. Consorzio Adriatico (1938); durata: 84 min. in b/n.
Interpreti: Luisa Ferida (Sina), Gino Cervi (Zvanì), Guglielmo Sinaz (John), Rubi Dalma (Maria, la forestiera), Olga Capri (Tuda), Luigi Almirante (il maestro), Gemma Bolognesi (Olga), Roberto Pasetti (“Vendetta”), Anna Valpreda (l’amica di Maria), Adelmo Cocco (Stefano), Carlo Romano (l’avvocato di John), Pietro Beldi (il finto marchese), Renato Malavasi (il contadino travestito da donna), Amina Pirani Maggi (una popolana), Edda Soligo (una cliente del “Cigno Nero”), Vasco Creti, Albino Principe, Giulio Tomasini, Renato Navarrini, Walter Grant, Diego Pozzetto, Giovanni Rosa, Gugliemo Morresi, Ferruccio Manzetti, Alda Giuliani e il Trio Lescano.
Nota: il film è stato girato negli stabilimenti Titanus Farnesina. Rubi Dalma è doppiata da Lia Orlandini.

Guglielmo Sinaz (Roma, 1885 - Roma, 1947).
Il soggetto: Un umile traghettatore, innamoratosi di una bella ragazza che ha ospitato per una notte in seguito ad un incidente automobilistico, decide, lasciando paese e famiglia, di seguirla a Roma. Ben presto però si rende conto che la vita della metropoli non gli si addice e comprende che l’episodio di quella note per la ragazza altro non è stato che un semplice capriccio passeggero. Torna quindi a casa, dove ad attenderlo ci sono la madre, la moglie e il figlio.
Il film venne duramente criticato dalla stampa dell’epoca; se infatti A. Franci scriveva su «Illustrazione Italiana» del 25 Gennaio 1939, che: “Gli interpreti, in tanta nebulosità di idee e di discorsi, sembrano sfocati e straniti”, non è da meno Filippo Sacchi che sul «Corriere della Sera» del 19 Gennaio 1939, definiva tale lungometraggio una “storia molliccia, piagnucolosa e predicatoria”. Il Trio Lescano, tuttavia, non venne neppure preso in considerazione in questi scritti: le sorelle infatti interpretavano una breve scena di varietà che poco aveva a vedere con la vicenda drammatico-sentimentale del film; poste al centro di un elegante locale notturno, intonavano il motivo O luna pallida dondolandosi a ritmo graziosamente ed intrattenendo i clienti, fra cui spiccavano gli impazienti Guglielmo Sinaz e Gemma Bolognesi.

Il Trio Lescano mentre canta O luna pallida.
◄ ◄ ◄ ● ► ► ►
Ecco la radio!
Regia: Giacomo Gentilomo; soggetto e sceneggiatura: Giacomo Gentilomo, Fulvio Palmieri; fotografia: Ferdinando Risi; scenografia: Fulvio Jacchia; musica: Ferdinando Previtali, Tito Petralia; montaggio: Giacomo Gentilomo; produzione: Luigi Eliseo Martini per la E. I. A. (1940); durata: 62 min. in b/n.

Bozza della locandina del film, ad opera di Anselmo Ballester.
Interpreti: Nunzio Filogamo, Fausto Tommei, Roberto Villa, Loredana, Giovanni Cimara, Pina Gallini, Gilberto Mazzi, Felice Romano, Adele Garavaglia, Nella Maria Bonora, Guido Notari, Giacomo Osella, Lina Acconci, Maria Pia Arcangeli, Otello Boccaccini, Maria Luisa Dell’Amore, Ebe De Paolis, Dea Garbaccio, Maria Jottini, Alda Mangini, Michele Montanari, Ninì Serena, Lina Termini, il Trio Lescano e la partecipazioni dei maestri Pippo Barzizza, Tito Petralia e Tullio Serafin con le loro rispettive orchestre.
Nota: Il film fu presentato nelle sale cinematografiche abbinato a due documentari: La rivista dell’impossibile e La battaglia della Manica.

Lina Termini e Otello Boccaccini in una scena del film.
Sotto: lo spartito che Boccaccini tiene in mano.

Il soggetto: Una passerella dei principali personaggi radiofonici, dei quali gli ascoltatori conoscono soltanto la voce. Si succedono motivetti e canzoni di successo, eseguite dai principali beniamini del pubblico, piccoli sketch e radiodrammi abilmente recitati da attori. Loredana e Roberto Villa fanno da collegamento fra i brevi episodi.
Il film nacque probabilmente sulla scia del successo di Eccoli come sono!, rivista di varietà con la quale la Compagnia della Cetra raccolse, nella stagione 1940/41, applausi entusiastici nei maggiori teatri italiani. Tale spettacolo, così come il lungometraggio di Gentilomo, aveva il solo scopo di dare dei “volti” alle principali voci della programmazione radiofonica, suscitando l’interesse e la curiosità del pubblico che accorreva numeroso. Ne «La Tribuna» del 28 Giugno 1940, veniva riportato che: “il film altro non è che un programma dell’EIAR […], una specie di rivista, che diverte ed interessa il pubblico come tutti gli spettacoli di questo genere, avendo sugli altri un vantaggio: quello della soddisfazione di vedere come sono fatti i personaggi della radio”. Il Trio Lescano interpretava un delizioso sketch sulle note della canzone Oh! Ma-ma!, che risulta, come del resto l’intero lungometraggio, gustoso e divertente ancora oggi.

Il Trio Lescano mentre interpreta lo sketch Oh! Ma-ma!.

Gilberto Mazzi e Maria Jottini in una scena del film Ecco la radio!
◄ ◄ ◄ ● ► ► ►
Pazzo d’amore
Regia: Giacomo Gentilomo; soggetto e sceneggiatura: Vittorio Metz; fotografia: Giorgio Orsini; scenografia, arredamento e costumi: Veniero Colasanti; musica: Giovanni Militello, diretta da Ugo Giacomozzi; canzoni: “Pazzo d’amore” di Rascel- Militello, “Cantano i fiori” di Rascel- Letico; montaggio: Guido Bertoli; assistente alla regia: Mario Monicelli; produzione: Eugenio Fontana per la Nazionalcine- Safir (1943); durata: 83 min. in b/n.
Interpreti: Renato Rascel (Renato), Elena Grey (Milli), Pietro Tordi (Giovannone), Tino Scotti (“Fegato”), Tina De Mola (Elena), Augusto Di Giovanni (Fred), Enzo Biliotti (il guercio), Angelo Dessy (un contrabbandiere), Carlo Duse (Tom), Claudio Ermelli (il signore pignolo), Lamberto Picasso (March), Mario Siletti (Bombita), Luigi A. Garrone, Maria Pia Spini, Giulio Battiferri, Tullio Galvani, il Trio Lescano e il Quartetto Cetra.
Nota: Il film è stato girato negli stabilimenti di Tirrenia nel 1942. Il titolo provvisorio era Un manoscritto nella bottiglia.
Il soggetto: Renato e Giovannone, due disoccupati vagabondi, fisicamente molto diversi (piccolo e patito il primo, grande e grosso il secondo), trovano in una canale una bottiglia, all’interno della quale c’è un’enigmatica mappa con l’indicazione di un tesoro nascosto. Dopo una serie di rocambolesche vicissitudini, i due amici arrivano finalmente nell’isola deserta indicata nella mappa, apprendendo che il “tesoro” non è altro che una trovata pubblicitaria. Renato, però, troverà almeno l’affetto di una fascinosa fanciulla.

Il regista Giacomo Gentilomo (Trieste, 1909 - Roma, 2001).
◄ ◄ ◄ ● ► ► ►
Parlando di Filmografia del Trio Lescano, è il caso di segnalare che nel film Tre ragazze viennesi (1942), diretto da Hubert Marischka e Giuseppe Fatigati, le tre protagoniste della pellicola sono doppiate, nelle parti cantate, da un trio femminile italiano non identificato (forse il Trio Capinere) e non dal Trio Lescano. L’equivoco è sorto a causa di un’errata informazione contenuta a pag. 353 del Dizionario del cinema italiano, vol. 1, di R. Chiti e E. Lancia, Gremese, 1993. |