DIVENTAREPOLIGLOTTIDIVERTENDOSI

P r e s e n t a z i o n ed e ls i t o

Fra le tante massime e citazioni in latino che l’antica Roma ci ha lasciato in eredità e sono spesso perle di lapidaria saggezza (come questa: Obsequium amicos, veritas odium parit), io personalmente ho sempre attribuito, fin dai tempi del Liceo, un valore speciale all’aforisma incastonato nel verso 343 dell’Ars poetica di Orazio: Omne tulit punctum, qui miscuit utile dulci. Esso significa che in ogni nostra attività, poco importa se di natura speculativa oppure pratica, otteniamo di norma i migliori risultati quando riusciamo a coniugare ciò che è utile, e spesso necessario, con ciò che ci procura diletto. Orazio non lo dice, ma è lecito pensare che sia vero anche il contrario, cioè che quando facciamo qualcosa di malavoglia, annoiandoci o per pura costrizione è assai improbabile che il risultato sia di buona qualità.
Idee ineccepibili su un piano teorico, ma tutt’altro che facili da applicare o trovare applicate nella vita reale. In effetti, nella professione che a suo tempo scelsi di esercitare, mi capitò più volte di chiedermi se ciò che un tempo, in omaggio alla tradizione, si faceva nel campo dell’insegnamento delle lingue straniere fosse davvero l’optimum, se insomma non si potesse fare di più e di meglio rispetto a ciò che si era sempre fatto... Prima di proseguire il discorso è però opportuno che faccia, a beneficio di quanti non mi conoscono, qualche accenno alle mie esperienze pregresse, prima da studente, poi da insegnante [ ].

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L’idea di por mano a un nuovo sito (da quando sono in quiescenza ne ho creati due [ / ], più un canale personale su YouTube) mi è venuta quando si è concretizzata la possibilità, a seguito della pandemia di Coronavirus, di venir confinati in casa per un periodo abbastanza lungo, ciò che è poi realmente avvenuto a partire dall’inizio di Marzo 2020. Incapace come sono di restare inattivo, dovevo trovarmi subito un’occupazione che risultasse - in ossequio alle idee esposte all’inizio di questo scritto - utile a qualcuno e, nel contempo, per me gratificante da portare avanti. La scelta dell’argomento da trattare è caduta senza esitazione sulla Glottodidattica, da me messa da parte molti anni or sono, ma rimastami sempre nel cuore. In fondo si trattava di un ritorno ab initio, precisamente al prezioso suggerimento datomi dal prof. Freddi giusto mezzo secolo fa. Questa volta inoltre non rischiavo più di imbattermi negli ostacoli incontrati allora, giacché la situazione risulta oggi radicalmente cambiata, per almeno questi due motivi: 1) la Glottodidattica attuale ha da tempo abbandonato ogni preclusione mentale e si è aperta al nuovo senza restrizioni o ingiustificati timori nei confronti delle moderne tecnologie; 2) il Web, in particolare YouTube, ha facilitato in maniera una volta inimmaginabile l’immediato reperimento - e senza alcuna spesa - di un’infinità di documenti sonori, in primis le canzoni di ogni epoca, paese e cultura, proprio quelle che più ci interessano qui da vicino. 
Ma vediamo ora come è strutturato il presente sito. Sia il progetto che il look sono simili a quelli del mio sito dedicato al Trio Lescano, che tanti apprezzamenti ha ricevuto dai visitatori sin dalla sua creazione, nel 2008. Come si può vedere nel Menu ho preso in considerazione solo cinque lingue straniere (tre delle quali con distinte sezioni per le corrispondenti varianti extraeuropee), limitazione dovuta al mio desiderio di curare personalmente tutte le versioni italiane dei testi delle canzoni e poesie prescelte: si tratta appunto delle lingue che - come ho precisato - conosco, sia pure con diversi gradi di competenza (dal bilinguismo ai livelli B2 o C1). Siccome poi le mie versioni hanno l’unico scopo di aiutare gli utenti del sito a comprendere bene tutte le sfumature dei testi originali qui utilizzati, ho fatto del mio meglio affinché fossero non solo eleganti, ma anche allo stesso tempo il più possibile letterali, con poche e inevitabili eccezioni.
Circa il punto cruciale della scelta delle canzoni (che restano in questa sede, proprio grazie alla presenza della musica, gli strumenti didattici più efficaci, mentre le poesie vanno viste come un utile complemento) dirò subito che mi sono orientato di preferenza verso quelle d’antan, convinto come sono che esse siano, dal nostro particolare punto di vista, quanto di meglio si possa reperire, e ciò per queste ragioni: 1) i testi di allora, quantunque di taglio poetico (e perciò con tutte le licenze proprie della poesia, come la creatività in campo lessicale o morfosintattico nonché l’uso peculiare di maiuscole e punteggiatura) risultano di solito pregevoli e accattivanti; 2) le melodie che li accompagnano sono per lo più originali e piacevoli, e di conseguenza relativamente facili da ricordare e ripetere; 3) gli interpreti, oltre che bravi come cantanti, sfoggiano abitualmente un’ottima dizione, qualità essenziale per i nostri intenti. Naturalmente mi guardo bene dall’affermare che le canzoni moderne (diciamo degli ultimi 3 o 4 decenni) siano sprovviste di simili pregi, ma - a mio avviso - solo di rado li posseggono tutti assieme, come è invece il caso della maggior parte delle vecchie canzoni. Vale la pena di precisare che un bel testo cantato con le predette modalità si fissa nella memoria più velocemente e in maniera più durevole che con altri tipi di memorizzazione: ho potuto verificarlo spesso di persona e del resto lo avevano compreso anche i trovieri e trovatori del Medioevo, capaci di recitare a memoria poemi epici di migliaia di versi (le Chansons de geste) proprio perché sostenuti da semplici ma appropriate melodie, eseguite da musici popolari con gli strumenti del tempo (arpa, viella, ghironda, ecc.).
Come si legge nella Home page, questo sito è ancora in fase di realizzazione. Non già riguardo al suo impianto generale, bensì alla scelta e successiva presentazione, secondo il modello fissato, di altre canzoni o poesie da inserire in ognuna delle otto sezioni. Conto infatti di arrivare, per ognuna di queste, a una ventina di brani tra canzoni e poesie (per il francese, tuttavia, ho deciso di abbondare, arrivando a una quarantina di brani, perché è la lingua in cui mi sono laureato e inoltre per rendere omaggio a mia moglie Sonia, che è di madrelingua francese). Un numero che può comunque apparire piuttosto limitato, ma spiegabile col fatto che il mio intento primario è di OFFRIRE SOLO DEGLI ESEMPI, sia pure con l’auspicio che si avveri anche qui un altro aureo detto latino, quello che dice: exempla trahunt, ossia gli esempi trascinano. Questo è inoltre il motivo per cui ho voluto includere un’unica canzone o poesia per autore o interprete (salvo un paio di eccezioni per i lettori di poesie), anche in presenza di nomi di primissimo piano, come ad esempio Édith Piaf o Georges Brassens per la chanson française.
Per poter considerare terminato il compito che mi sono assunto avrò bisogno di parecchi mesi. Terminato però solo per me, ma non - augurabilmente - per i miei utenti, siano essi discenti o docenti, i quali potranno benissimo reperire per proprio conto nel Web un’infinità di altre canzoni e poesie da utilizzare come ho mostrato loro, vale a dire con l’obiettivo di imparare o perfezionare una lingua straniera, anche al di fuori delle cinque da me prese in considerazione. L’essenziale è a mio parere che ciò che si sceglie a tale scopo piaccia davvero a chi lo usa, tenuto ovviamente conto dei gusti particolari di ogni persona, tutti legittimi e insindacabili. In effetti, è solo così che scatteranno quelle condizioni favorevoli che consentiranno un apprendimento o un insegnamento ottimali.
Un ultimo consiglio pratico. Per poter usare una canzone come strumento glottodidattico è indispensabile ascoltarla avendo nel contempo sotto gli occhi il testo con la traduzione in italiano. Sul mio computer fisso, nonché su quello portatile di mia moglie o sul suo smartphone, ciò è possibile se si apre il sito due volte e su finestre diverse; dopo aver individuato la canzone da studiare, si apre il relativo pdf in ognuna delle finestre: sulla prima si clicca sul link che consente di ascoltare la canzone, sulla seconda si posiziona il pdf alle pagine che contengono i testi (l’originale e, di fianco, la sua versione italiana). Per incrementare ulteriormente la piacevolezza di una “lezione” come questa, raccomando di ammirare le belle immagini che, per ogni canzone o poesia, ho scelto e restaurato con estrema cura.
Non mi resta infine che augurare a tutti, nell’ordine:
Bon travail!

Good job!

Bom trabalho!
Buen trabajo!
Gute Arbeit!
Il Curatore 


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