DIVENTAREPOLIGLOTTIDIVERTENDOSI

F o r u m

Mail pubblicate in ordine cronologico inverso

Mail di Massimo Busi e Livia Sonda Busi del 14 Giugno 2020:
«Caro Angelo,
giusto oggi, ho approfondito la visione del tuo sito. Come ho già avuto modo di dirti, esso ha delle particolarità che lo rendono interessante ed originale. I commenti che accompagnano questa prima fase, sono prodighi di complimenti a dimostrazione che i tuoi sforzi sono e saranno, anche in seguito, ben ripagati.
Ho ascoltato delle canzoni in lingua francese e un paio in inglese, canzoni che conoscevo e che appartengono al mio tempo. Le ho ascoltate varie volte e devo dire che, dopo un po’, le sonorità divengono familiari ed anche il testo risulta più comprensibile, anche a me che ho una preparazione quanto meno sommaria.
Sono d’accordo con coloro che, nei loro commenti, preferirebbero un repertorio meno “classico”; certo hai le tue ragioni, ma i semplici fruitori occasionali come me potrebbero gradire accostamenti musicali più recenti.
Non so, poi, se sia possibile inserire una finestra di immediato accesso a YouTube che compaia nella pagina relativa al testo originale e alla traduzione; ciò renderebbe più agevole e veloce la fruizione.
Il sito, a mio avviso, ha un carattere importante, riesce ad essere semplice, ma oltremodo efficace per coloro che, in prospettiva, decideranno di approfondire l’apporto linguistico e culturale ricevuti. Aspettiamo che questo lavoro, ora in fase iniziale, sia in seguito alimentato da nuove iniziative, cosicché riceva la giusta attenzione che merita.
Massimo e Livia».
Risposta del Curatore:
Cari cognati,
non ho parole per ringraziarvi di questo commento per me così lusinghiero. Spero di poter realizzare il vostro auspicio di completare un giorno questo lavoro, ma ora ho bisogno di un momento di pausa, che potrebbe anche essere un po' lungo. Conto sulla vostra comprensione e su quella degli altri visitatori che mi hanno finora inviato dei commenti positivi.

Mail di Beatrice Pagliari del 13 Giugno 2020:
«Caro zio,
ho appena avuto modo di consultare con calma il tuo nuovo sito Diventare poliglotti divertendosi: volevo dedicare il tempo necessario al tuo lavoro, che ho trovato molto interessante ed originale.
A mio parere, i collegamenti tra le varie parti del sito sono molto ordinati ed immediati: basta scegliere una lingua tra quelle da te proposte e sono sufficienti pochi “click” per aprire una libreria ben selezionata di canzoni e di poesie. Ho trovato molto utile la presenza della traduzione in italiano proprio a fianco del testo in lingua originale. Ciò infatti permette di spostare facilmente l’attenzione da una lingua all’altra, per poter capire le differenze linguistiche non solo nell’uso dei termini ma anche nella sintassi delle varie frasi. L’accesso rapido all’ascolto del brano grazie al link di YouTube rende ancora più agevole l’esercizio.
Personalmente, ho concentrato maggiormente la mia attenzione alle parti del sito dedicate al francese e all’inglese, le due lingue che ho più occasione di utilizzare, ed ho scoperto delle canzoni molto belle che prima non conoscevo e che sicuramente continuerò ad ascoltare. Ho apprezzato molto la tua scelta di suddividere la lingua inglese in due parti, per evidenziare le differenze e le singolarità non solo di pronuncia ma anche di vocabolario che caratterizzano l’anglo-americano. Sicuramente in futuro approfitterò della parte del sito dedicata al tedesco, per “rispolverare” un po’ le mie conoscenze anche in questa lingua.
Ti faccio quindi i miei più sinceri complimenti per questo tuo nuovo lavoro, un’altra prova della passione e della cura con cui ti dedichi ai tuoi progetti!
Con affetto,
Beatrice».
Risposta del Curatore:
Mille grazie, cara nipote per queste tue gentili parole di elogio! Dette da te, che sei sempre stata così appassionata ed esigente in ogni tua attività, dalla danza agli studi, prima liceali e ora universitari, esse mi inducono a credere di aver speso bene il mio tempo durante il lungo periodo di confinamento in casa, resosi necessario nei mesi scorsi per la pandemia da covid-19.

Mail di Roberta Tonietto Gubert del 9 Giugno 2020:
«Cara Sonia, solo ora ho potuto aprire la mail che Angelo mi ha inviato tempo fa, con la Presentazione e il link del suo nuovo sito. Approfondire le lingue straniere attraverso la musica e la poesia denota la sensibilità di Angelo, che ci aiuta ad arricchirci non solo di vocaboli ma anche dell’espressione dello spirito del popolo che la parla e la canta. Semplice e intuitivo il Menù, dove ho visualizzato velocemente la lingua inglese, cliccando sulla prima canzone (penso che l’ordine di inserimento non sia casuale), e ciò mi ha mandata subito all’ascolto su YouTube: solo che qui mi sono persa, perché con il cellulare sono, come ben sai, poco tecnologica e mi piacerebbe leggere il testo in lingua mentre ascolto, così memorizzo meglio. Per ora ascolterò, che è anche meglio per me, visto che sono tutto il giorno con il pc e ho problemi agli occhi.
Per cortesia fai i complimenti ad Angelo da parte mia, estesi anche a te che lo hai aiutato».
Risposta del Curatore:
Ti ringrazio, cara Roberta, per le tue amabili parole di apprezzamento per il mio lavoro e anche per la mia persona (qui, magari, sei forse troppo buona!). Circa il tuo desiderio, più che giusto, di voler ascoltare una canzone o la lettura di una poesia avendo sotto gli occhi il testo originale con la sua traduzione italiana, ti invito a leggere l’ultimo paragrafo della versione attuale della Presentazione, dove è spiegato come si può fare, anche con lo smartphone. Buon divertimento!

Mail di Vittorio Caracuta del 9 Giugno 2020:
«Ciao Angelo, grazie per avermi inserito tra i destinatari della mail con il link per il tuo nuovo sito. Fino ad ora ho potuto dare solo una fugace occhiata, ma già si apprezza notevolmente il mix particolare del taglio culturale che hai dato alla proposta e la profondità di quello che è possibile trovare nei vari percorsi. Devo dire però che, conoscendoti, da te non potevo aspettarmi di meno... Elevatezza e competenza ti appartengono e ti caratterizzano. A presto con gli approfondimenti!».
Risposta del Curatore:
Ti sono grato, caro amico e collega, per il benevolo giudizio che esprimi sul mio ultimo lavoro, e soprattutto per l’alta stima che hai sempre manifestato, in ogni occasione, nei miei confronti. Vorrei essere certo di meritarla del tutto, ma non ho invece dubbi di sorta su quella che nutro io per te, tanto per l’uomo quanto per l’insegnante.


Mail di Veronica Sonda dell’8 Giugno 2020:
«Caro zio,
recentemente ho dato un’occhiata al tuo nuovo sito Diventare poliglotti divertendosi.
Devo dire che l’ho trovato molto interessante, specialmente la sezione dedicata alle lingue inglese e tedesca, essendo queste quelle che sto attualmente studiando all’Università.
Essendo io da sempre un’appassionata di lingue straniere, penso proprio che questo sito possa essere utile a me e a chiunque voglia potenziare le proprie abilità linguistiche in una lingua straniera (soprattutto per quanto riguarda l’apprendimento di nuovi vocaboli).
Inoltre è sicuramente molto più proficuo e stimolante arricchire il proprio lessico attraverso i testi delle canzoni, anziché memorizzare meccanicamente il contenuto di un libro di grammatica.
Complimenti per il tuo lavoro e la dedizione che hai messo nella realizzazione di questo sito.
Un caro saluto.
Veronica».
Risposta del Curatore:
Ti ringrazio sentitamente, cara nipote, per questo bel commento, che rivela appieno le tue doti migliori: intelligenza, sensibilità e grande serietà nello studio. Lo conferma anche il fatto che tu abbia scelto di laurearti in due lingue come l’inglese e il tedesco che, per motivi diversi, sono tra le più impegnative, specialmente se si è perfezionisti, come lo sei tu.
Ad maiora
, dunque!

Mail di Florindo Gazzola del 30 Maggio 2020:
«Caro Amico, ho guardato ed esaminato con cura il nuovo sito. Che cosa posso dire? Una meraviglia! L’ho trovato subito affascinante nella sua commistione di Musica, Poesia e Immagini, nelle varie favelle. Ho ascoltato il Lied di Brahms Agnes, seguendo il testo tedesco tradotto benissimo, e mi sono veramente commosso!
Trovo che questo tuo progetto sarà veramente di grande utilità e bellezza per le Anime Gentili! Credo proprio che lo frequenterò spesso, specialmente in questo periodo in cui mi sto dedicando all’approfondimento dell’inglese. Lodevolissima anche la grafica e la semplicità di consultazione. Ti dirò a voce alcune idee che mi sono venute durante la piacevolissima navigazione. Complimenti Angelo!».
Risposta del Curatore:
Ti sono oltremodo grato per queste tue parole caro Florindo, amico mio e nostro da una vita. Esse sono di quelle che vanno diritte nel fondo dell’anima, infondedovi un coraggio e una fiducia impareggiabili, contre vents et marées. Con un amico così, non si è mai soli in questo mondo sempre più periglioso e dall’incerto futuro.

Mail di Odilla Sonda del 29 Maggio 2020:
«Ciao Angelo, finalmente ho potuto dedicare il tempo necessario per leggere e apprezzare il tuo nuovo lavoro. Sicuramente è un sito per palati fini; da musicista, abituata ad ascoltare musica di diverso genere anche per esigenze didattiche, ho apprezzato l’eleganza e la raffinatezza delle canzoni selezionate, che mi hanno trasportato in un’altra dimensione, regalandomi un senso di benessere e di spensieratezza. Le parole cantate sono molto chiare e ciò facilita sicuramente la loro comprensione, anche a chi vuole iniziare a studiare una nuova lingua. La scelta delle poesie ha poi rivelato il tuo animo sensibile e raffinato.
Ho notato però che cliccando nei link delle canzoni o dei testi poetici si “perde” la pagina di riferimento, e questo è un peccato, perché ogni volta bisogna recuperarla.
Se posso fare una piccola osservazione, penso che la Presentazione del sito dovrebbe essere un po’ più snella, perché magari chi si imbatte nella sua lettura si scoraggia e rischia di non terminare quello che hai scritto. Purtroppo la maggior parte di chi naviga oggi in internet vuole informazioni veloci e immediate.
Sarebbe bello, poi, che il fruitore potesse interagire con il sito: non so come si faccia, magari sotto forma di risposte a domande o quiz... Ma forse questo è un aspetto che non intendi approfondire. Devo dire che questo periodo di quarantena forzata per te è stato un momento veramente produttivo!
Ti rinnovo i miei più sinceri complimenti... Non avevo dubbi dell’ottimo risultato che avresti raggiunto!».
Risposta del Curatore:
Mille grazie, cara cognata, per le tue parole di apprezzamento e ancor più per le tue riflessioni critiche: sono proprio queste di cui ho più bisogno, se voglio fare un buon lavoro!
Sì, è vero, la Presentazione del sito è un po’ lunghetta, ma credo che non contenga divagazioni inutili e/o informazioni di cui si poteva benissimo fare a meno. Insomma ritengo che i visitatori dal “palato fine” - come osservi tu acutamente - dovrebbero prendersi il tempo di leggerla tutta, magari un po’ per volta, a rate. Proprio alla fine, infatti, si trovano i consigli pratici da seguire per evitare l’inconveniente da te segnalato.
Quanto infine alla possibilità di interagire col Curatore del sito, vale a dire con lo scrivente, essa è già presente in questa pagina: basta in effetti rivolgermi dei quesiti e io rispondo subito, come sto appunto facendo ora con te.
Se invece ti riferisci alla possibilità di trovare nel sito degli esercizi per rafforzare o verificare ciò che si è appreso con le canzoni e le poesie, questo va effettivamente oltre gli obiettivi che mi sono prefissato in partenza. Ti invito a leggere al riguardo la mail inviatami da Simone Calomino in data 24 u.s., con la mia risposta.
Buona vita e buona musica, sempre all’insegna dell’antico e saggio detto “presto e bene, non conviene”.

Mail di Lele Del Gatto [al s. Gabriele Brunini] del 25 Maggio 2020:
«Il nuovo sito si presenta persino meglio di quanto mi aspettassi, e annuncia sviluppi promettenti. Confermo quanto già detto a priori in sede di progetto, e per non farla lunga propongo solo di inserire prima o poi una delle più deliziose canzoni del repertorio classico francese, L’âme des poètes, opera di quel Charles Trenet che avrà pure avuto qualche “mal proteso nervo”, ma quand’era ispirato dava vita a dei veri capolavori. Resto sintonizzato!»
Risposta del Curatore:
Trenet, “le fou chantant”, aveva non qualche nervo, bensì l’intero sistema nervoso “mal proteso” e si comportò sempre di conseguenza, fino all’ultimo giorno della sua lunga vita. Ma, come dici giustamente tu, quand’era ispirato, ossia 7-8 volte su 10, era capace di dar vita a capolavori che facevano apparire poca cosa le altre canzoni di successo ad essi contemporanee. Così è appunto per L’âme des poètes: personalmente, anche dopo averla sentita in vita mia millanta volte, non posso fare a meno di riascoltarla senza avere gli occhi umidi dall’emozione...
Purtroppo la pagina dedicata in questo sito alla lingua francese è già strapiena, ma potrei inserire da qualche parte nel pdf di J’ai connu de vous l’invito ad ascoltare, magari in trance, L’âme des poètes. A Narbona, città natale del grande chansonnier, hanno fatto bene a dedicare a questo gioiello l’intera parete di una casa...

Mail di Paolo Piccardo del 25 Maggio 2020:
«Caro Angelo, la tua idea è apprezzabile, interessante e ghiotta, ma non vorrei che tu avessi riposto troppa fiducia nel genere umano. Viviamo in un’era dove ogni momento dedicato all’approfondimento sembra essere una perdita di tempo, soprattutto presso le generazioni piú giovani. Mi baso naturalmente sull’osservazione del microcosmo che è la famiglia. Mia figlia minore sta per affrontare la maturità, in qualche modo, ma ho notato che il metodo di approccio allo studio dei nostri ragazzi è tutto volto attualmente a non perdere tempo. Ho la libreria piena di dizionari in lingue varie, dizionari tecnici, monumentali vocabolari della lingua italiana, atlanti e pubblicazioni nautiche di ogni genere... Ebbene, i giovani preferiscono smanettare sui loro telefonini per avere subito risposte concise, brevi e rapide, senza minimamente guardare a cosa “ci sia dietro”. Trovo insomma che difettino di quella che chiamo “curiosità intellettuale”. E quel che è peggio è che i loro insegnanti si sono adeguati, non inculcando questo desiderio di approfondire che è invece il motore che muove molti di noi. O meglio una piccola parte di noi.
Certo, la chiarezza di lingua di un Sinatra, di una Fitzgerald, i testi raffinati di Porter o di Ira Gershwin, cosí come lo slang di Sondheim, sono capisaldi per cogliere le sfumature e perfezionarsi, ma quando lo faccio notare in casa mi rispondono che appartengo decisamente ad un altro secolo.
In definitiva studierò con attenzione le golosissime cose che hai postato e posterai in futuro, trovando in me entusiasmo e apprezzamento, ma auspicando nel contempo di non restare uno dei famosi ventisei lettori manzoniani. Ad ogni modo spero vivamente di esser smentito!
Ti abbraccio e ti sostengo con tutte le mie forze.
PS - Il sommo Poeta direbbe in una situazione come questa: “che giova ne le fata dar di cozzo?” Certamente sarò démodé in fatto di gusti musicali, ma da quell’uomo tollerante che sono lascio di buon grado che gli altri la pensino come meglio loro aggrada».
Risposta del Curatore:
Giudizi severi i tuoi, caro Paolo, ma sostanzialmente esatti e - ciò che più conta - espressi con parole moderate e colme di pacata saggezza. Mi piace in particolare il tuo post scriptum, che mi sento di sottoscrivere in tutto e per tutto.

Mail di Vito Vita del 24 Maggio 2020:
«Ciao Angelo, grazie mille per la segnalazione. A me il sito sembra interessante: ho letto, tra le altre cose, il testo originale di File la laine, che poi qualcuno ha firmato a suo nome in italiano... Bella Au Lycée Papillon, che non conoscevo, e attualissima, è vero. Di J’entends siffler le train sapevo che l’originale era quello in inglese e che la versione francese era una traduzione, e così si legge anche su Wikipedia. Yesterday era firmata da entrambi [Paul McCartney & John Lennon] ma, come si sa, questo era un accordo tra i due per dividersi i diritti d’autore: il vero autore è solo il primo. Complimenti ancora e saluti».

Mail di Simone Calomino del 24 Maggio 2020:
«Caro Angelo, a me l’idea del nuovo sito piace moltissimo! Oltretutto vorrei imparare il francese e qualche volta ascolto le belle canzoni d’un tempo (esattamente quelle del periodo da te preso in considerazione), leggendone il testo e cercando di comprendere la costruzione delle frasi e il loro significato. 
Nello sfogliare le pagine di questo tuo lavoro mi è però venuta in mente una cosa: uno strumento come quello che tu metti a disposizione è a mio avviso utile solo a chi possiede almeno un’infarinatura di base sulla grammatica delle varie lingue. Io, per esempio, che non ho mai studiato il francese o il portoghese, nel leggere i testi posso solo notare delle assonanze con le parole italiane, individuare delle forme grammaticali che si ripetono in più casi ma che non sarei in grado di riutilizzare, non conoscendone le regole e il funzionamento.
Insomma, fermo restando che si tratta di un lavoro molto ben concepito e realizzato, questo andrebbe a mio avviso ampliato con una parte (anche brevissima) in cui tu fornisci - magari anche qui con esempi musicali e/o poetici - le nozioni di base della lingua, il funzionamento delle forme grammaticali più ricorrenti e quant’altro. Potresti realizzare delle piccole lezioni in successione, alla fine delle quali le regole grammaticali che tu spieghi verrebbero contestualizzate in un estratto di canzone o in una poesia, in modo da fissarle bene nella memoria! Cosa ne pensi?
[…]. Ancora complimenti e un abbraccio dal tuo fedele collaboratore».
Risposta del Curatore:
Grazie, caro Simone, per le tue amabili parole di apprezzamento per questa mia ultima impresa. Le tue osservazioni sono giustissime, solo che io ho dato per scontato (sbagliando forse nel farlo) che un adulto che si metta a studiare una lingua straniera partendo da zero (i francesi parlano in tali casi di grands débutants) debba mettere in conto di farsi aiutare all’inizio da un esperto glottodidatta, perché lavorando da solo le difficoltà che incontra sono davvero troppe, per non dire insormontabili. Ritengo però che sia per lui sufficiente assimilare bene, nelle prime settimane di studio (con l’assistenza dell’esperto!), le basi della nuova lingua relativamente a ortoepia, morfosintassi e lessicologia. Per quanto concerne quest’ultimo argomento, credo che sia molto utile per un italofono che si metta a studiare ex nihilo il francese, ricevere in partenza qualche lezione di filologia romanza applicata, al fine di imparare ad esempio che le parole italiane che iniziano con la esse impura molto spesso cominciano in francese con la vocale é seguita dalla consonante che in italiano si trova dopo la seddetta esse; in tal modo il principiante riesce a comprendere molte parole che di primo acchito faticherebbe a riconoscere (scuola / école, scudo / écu, strenna / étrenne, stalla / étable, ecc.). Può sembrare incredibile, ma basta impadronirsi di qualche decina di simili “trucchetti” per incamerare nella propria memoria (senza sforzo e anzi, pure qui, divertendosi) centinaia e centinaia di lemmi francesi. Solo dopo aver ricevuto un “viatico” del genere, il principiante si può cimentare da solo nell’uso di questo mio sito, con buone probabilità di successo e quindi di gratificazione.
Circa infine la tua proposta di inserire nel sito stesso dei “corsi d’avviamento” allo studio delle varie lingue prese qui in considerazione, devo dirti in tutta sincerità che questo va oltre i limiti che mi sono imposto quando ho creato il sito. Del resto non ce ne sarebbe bisogno, giacché si trovano oggi in internet parecchi siti che forniscono corsi di lingue destinati anche ai principianti assoluti: non tutti sono in realtà da 10 e lode, ça va de soi, ma basta cercare con cura e quello buono o addirittura eccellente si finisce di sicuro per trovarlo.

R i s p o s t e

24 Maggio: spedito a parenti, amici,
collaboratori del sito Ricordando il Trio Lescano,
ex-colleghi di lavoro miei e di mia moglie,
conoscenti vari e vicini di casa, ecc.
un cordiale invito a visitare l’Anteprima
di questo mio nuovo sito.

* * * * *

Prime reazioni al progetto di un nuovo sito


Mail di Simone Zaniol del 4 Maggio 2020: 
«Caro papà, Alícia ed io abbiamo ascoltato con piacere la canzone che ci hai inviato [O barquinho interpretata da João Gilberto], leggendone e traducendone poi assieme il testo. È una piccola opera d’arte, delicata e piena di ispirazione. Io già la conoscevo, anche se non mi ero mai soffermato a leggere e tradurre il testo, che è veramente molto evocativo. Alícia mi ha detto che le ha trasmesso una sensazione di calma, in un posto dove non esiste la fretta, e che in generale la canzone riflette il moto costante e rilassante delle onde del mare in una baia.
Abbiamo pensato di fare la traduzione scritta di questa canzone brasiliana, ma ci è sorto un dubbio: le tue traduzioni sono letterali o semantiche? Il dubbio ci è venuto traducendo “sem intenção”, che in italiano sarebbe “senza intenzione” e in spagnolo “sin intención”, ma che tu hai tradotto “senza volerlo”. Alicia ha osservato che tale traduzione cambia la categoria grammaticale, giacché si passa da un sostantivo a un verbo, il che potrebbe creare una certa confusione a uno studente principiante che vuole imparare il portoghese brasiliano. Ci puoi spiegare come fare una buona traduzione in casi come questo?»
Risposta del Curatore:

Premesso che tradurre un testo da una lingua a un’altra non è mai un’impresa facile, tanto più se si tratta di un testo poetico come lo sono di norma quelli delle canzoni (si veda l’approfondita discussione su  tradurre = tradire?), a mio parere è necessario, se si vuol fare un buon lavoro, munirsi di quello che comunemente si chiama “senso pratico”. In altre parole il traduttore, dando ovviamente per scontato che conosca bene la lingua da cui vuol tradurre un testo nella propria madrelingua, deve avere sempre attivo un “campanello d’allarme” che lo avvisi ogni volta che sta per fare un errore ovvero una scelta inappropriata - o magari solo inelegante - in un determinato contesto. È appunto il caso dei versi “Sem intenção, nossa canção / vai saindo desse mar”: la traduzione più immediata sarebbe stata senza dubbio quella letterale, cioè “Senza intenzione, la nostra canzone / va uscendo da questo mare”; solo che il mio istinto mi ha avvisato subito che tale traduzione, all’inizio del primo verso, zoppicava un po’, mentre mi suonava bene quest’altra, che poi ho adottato: “Senza volerlo, la nostra canzone / viene fuori da questo mare”. Da notare che i più prestigiosi dizionari di lingua italiana danno come sinonimi “Senza intenzione” e “Senza volerlo”: si tratta perciò di una questione - del tutto soggettiva - di mera eufonia.
Naturalmente è legittimo non essere d’accordo con questa mia scelta (qui e chissà in quanti altri casi…), ma tradurre o scrivere qualcosa di proprio pugno comporta la necessità di operare delle scelte, sempre condizionate dalla nostra personalità, che può o non può piacere.
Circa infine la vostra (ottima!) traduzione in spagnolo del testo della canzone O barquinho l’ho valorizzata (
) come ho fatto in precedenza per la poesia di Jacques Prévert, Pour faire le portrait d’un oiseau. 

Mail di Delphine Andrade Zaniol del 26 Aprile 2020: 
«Cher Angelo,
je vous félicite dans votre entreprise de créer, de nouveau, un site internet, avec autant d’éléments. Encore une fois, vous mettez à profit toute la richesse de votre savoir au service des autres, et c’est très gratifiant. J’ai beaucoup d’admiration pour votre fervente volonté d’aller de l’avant et d’être toujours dynamisé par la recherche de la connaissance et du savoir-faire.
[…]. À l’égard du titre de ce nouveau site, si je peux me permettre une petite suggestion, le titre Poliglotti divertendoci peut laisser supposer que les personnes qui viennent sur le site sont déjà polyglottes. Or, ce n’est pas forcément le cas. J’aurais donc pensé à un titre qui laisse présager une évolution chez le lecteur, du type : Diventare poliglotti divertendosi.
Dans tous les cas, quel que soit votre choix, il doit tout d’abord vous convenir à vous-même, et je suis sûre qu’une fois que cela sera le cas, le titre sera en parfait accord avec le site. N’oubliez pas que vous êtes le constructeur de ce site, et donc le titre représente l’âme du site, âme que vous façonnez de vos mains.
C’est toutefois avec plaisir que je peux vous donner mes idées ou partager mes points de vue, et je suis ravie de pouvoir faire partie de ce petit cercle privilégié pour vous donner de l’inspiration.
[…]. En attendant de voir la suite de vos avancées dans cette entreprise, je vous souhaite, cher Angelo, une excellente soirée.
Bien à vous,
Delphine»
Risposta del Curatore:
Merci, ma très chère belle-fille, de votre email, aussi gentil et collaboratif. Je vous assure que vos propositions (et bien sûr aussi vos observations critiques) seront toujours accueillies par moi avec plaisir et avec la plus grande considération.
Quant au titre à donner à mon nouveau site, je suis heureux de vous dire que de toutes les nombreuses suggestions que j’ai reçues, celle que j’aime et qui me convainc le plus est précisément la vôtre, c’est-à-dire DIVENTARE POLIGLOTTI DIVERTENDOSI. Vous serez donc heureuse d’apprendre que j’ai finalement décidé de l’adopter. De concert, l’URL devrait être www.poliglottidivertendosi.it.

Mail di Ulrike Moller, germanista, del 16 Aprile 2020: 
«Caro Angelo, trovo davvero ammirevole la tua iniziativa di creare un nuovo sito! La presentazione è molto chiara e accattivante. Il sito già realizzato sul Trio Lescano è fatto benissimo, ricco e stimolante sotto ogni punto di vista. Non conoscevo questo Trio e se per ora ho dato solo una breve occhiata mi sono promessa di conoscere meglio queste brave sorelle.
Per quanto riguarda la canzone come strumento glottodidattico non posso che essere pianamente d’accordo con te. Personalmente scoprii la grande utilità della canzone nell’apprendimento di una lingua straniera ancora sui banchi di scuola. Ricordo che i miei personali approfondimenti della lingua francese con le canzoni di Jacques Brel, Edith Piaf, George Brassens e della lingua inglese con canzoni di Bob Dylan, Joan Baez e dei Beatles (per nominare solo alcuni cantanti che amavo particolarmente), ebbero un risvolto sorprendente nei miei risultati in queste due materie, sia per quanto riguardò la pronuncia che la competenza linguistica e ovviamente la motivazione. Negli anni successivi ho regolarmente usato la canzone come strumento didattico nel mio lavoro di insegnante di lingua tedesca e di formatrice.
Da tempo i glottodidatti sono unanimemente concordi nel consigliare l’uso della canzone nel processo dell’apprendimento di una LS perché: a) aiuta la memorizzazione di parole, frasi, strutture in quanto avviene in un contesto piacevole, emozionante, rilassante e ludico grazie alla musica; b) favorisce la ripetizione; c) il ritmo facilita e guida la pronuncia corretta e veloce.
Le canzoni inoltre fanno parte del bagaglio culturale di un paese, sono testi interessanti, motivanti e stimolanti perché autentici, prodotti per i nativi. Possano rappresentare anche un approccio alla letteratura e questo sarà sicuramente il caso delle canzoni scelte da te. Infine aiutano lo studente nelle varie abilità della comprensione scritta e orale e stimolano l’interpretazione e la produzione.
Per tutti questi motivi la tua iniziativa è davvero encomiabile, utile e allo stesso tempo piacevole. Ho un’unica perplessità riguardante la scelta delle canzoni. Posso concordare con te che le canzoni d’antan sono più pregevoli, che le melodie sono più gradevoli e che i cantanti hanno un’ottima dizione. Ma non escluderei un pubblico più eterogeneo con preferenze musicali contemporanee.
Aspetto dunque con grande interesse e ansia l’ultimazione del tuo sito web che non vedo l’ora di scoprire.»
Risposta del Curatore:
Grazie, cara Ulli, per le tue gentilissime parole di apprezzamento e incoraggiamento verso la mia ultima iniziativa: dette da una persona esperta e qualificata come te valgono davvero molto.
Circa la tua comprensibile e legittima perplessità ti posso assicurare che non è mia intenzione, nel modo più assoluto, escludere chicchessia. La scelta da me operata delle canzoni o poesie da impiegare come strumenti glottodidattici riflette, è ben vero, le mie esperienze pregresse e i miei gusti personali (inevitabilmente legati anche alla mia età...), ma avendo il mio nuovo sito lo scopo primario di indicare un modus operandi è chiaro che ogni suo utente, se lo approva e decide di adottarlo, è poi del tutto libero di scegliere altre canzoni o altre poesie, se trova che quelle selezionate da me sono un po' troppo old-fashioned. Anzi, in tutta franchezza è quello che mi auguro, giacché è fuor di dubbio che solo gli strumenti o ausili didattici che non annoiano danno buoni frutti.

Mail di Simone Zaniol del 15 Aprile 2020:
«Grazie mille per averci inviato questa bellissima poesia [Pour faire le portrait d’un oiseau di Jacques Prévert]; Alícia ed io l’abbiamo letta insieme e ci è piaciuta davvero molto.
Mentre vedevo il magistrale pdf ad essa relativo mi sono detto che sarebbe bello avere a disposizione pure uno schema traduttivo, non solo comparando due lingue ma confrontandone per esempio tre. Allora abbiamo avuto l’idea di tradurre in spagnolo questa perla di poesia, così - nel caso che ti piaccia l’idea - potrai utilizzarla. Si potrebbe, per un limitato numero di poesie e canzoni, tradurle simultaneamente in 3 lingue, permettendo così un confronto nel caso che chi legge il pdf conosca già due lingue o voglia impararne due alla volta. Ovviamente prendi questa mia proposta solo come un’idea, uno spunto di riflessione.
Ti allego il documento con la poesia tradotta; nel caso che non ne fossi interessato, passalo per favore a qualcuno/a che stia studiando lo spagnolo, magari a lui/lei potrebbe interessare!»
Risposta del Curatore:
La vostra proposta è decisamente valida, in quanto offre al sito la possibilità di arricchirsi in maniera significativa. L’accolgo dunque più che volentieri e propongo a mia volta di sfruttarla in questo modo: se a un futuro visitatore capiterà di imbattersi in un testo di canzone o in una poesia che lo ispira particolarmente e ha perciò voglia di tradurlo in un’altra lingua che conosce bene (di preferenza scelta tra quelle incluse nel presente sito) potrà inviarmi la traduzione in questione: ci penserò poi io a valorizzarla in un pdf ad hoc, che sarà poi debitamente segnalato in qualche punto del pdf originario. Nel vostro caso, l’impeccabile traduzione che mi avete inviato è già stata segnalata a p. 4 del pdf sulla canzone di Prévert e si presenta così: .

Mail di Sebastiano Zaniol (residente in Svizzera da una decina d’anni) del 7 Aprile 2020:
«Caro papà,
i tuoi lavori, per quanto riguarda qualità, ricercatezza e cura del dettaglio, sono sempre degni di nota! Ho letto con molta attenzione la bozza del tuo nuovo progetto sulla glottodidattica e, oltre che a essere ben presentata, ho trovato questa idea molto valida.
Avendo dovuto io stesso imparare, per motivi sia professionali che didattici ed in periodi diversi della mia vita, ben quattro lingue straniere, posso confermare come il metodo didattico utilizzato ai fini dell’apprendimento possa influenzare considerevolmente la propria motivazione e, di conseguenza, l’efficacia del metodo stesso.
Come hai ben detto tu, unire l’utile al dilettevole è il miglior modo per ottenere un buon risultato quando si tratta di apprendere una nuova lingua. Ci sono alcune tappe obbligatorie notoriamente poco stimolanti (per non dire noiose), quali l’assimilazione delle regole grammaticali e l’apprendimento mnemonico di nuovi vocaboli, che possono essere rese nettamente più interessanti se queste vengono viste non come l’obiettivo finale (limite ahimè principale di sistemi scolastici obsoleti) ma come passaggio fondamentale per riuscire a comunicare le proprie idee e comprendere dei contenuti di nostro interesse.
Ed è proprio lì che strumenti audiovisivi in lingue straniere - siano essi film o canzoni di nostro particolare gradimento e pertinenti ai nostri interessi - si convertono in efficaci ed economici mezzi didattici, quando non si ha la possibilità di soggiornare o vivere nei paesi dove si parlano quelle lingue. La soddisfazione e gratificazione personale date dal fatto di riuscire a capire i dialoghi di un film in lingua originale o il testo di una canzone rende l’apprendimento estremamente più facile.
Io, per esperienza personale, ho usato (e continuo a usare) questa tecnica glottodidattica soprattutto coi film, motivo per il quale saranno ormai più di dieci anni che li guardo solo in lingua originale. All’inizio ricorrevo sempre all’utilizzo dei sottotitoli che, se ci pensiamo bene, hanno la stessa funzione delle traduzioni dei testi delle canzoni sulla quale si basa il lavoro che stai imbastendo.
Se mi posso permettere un appunto, ho trovato il testo della Presentazione [Il riferimento è alla primissima stesura di tale pagina - NdC] un po’ lunghetto, mentre l’oggetto al centro del tuo lavoro viene spiegato solo alla fine. Questo rischia, a mio avviso, di confondere  il lettore che cerca semplicemente la spiegazione del metodo glottodidattico che proponi. Il mio suggerimento sarebbe quindi di dividere la suddetta Presentazione in due parti, spostando la nota biografica sulla tua esperienza accademica su una pagina separata, che il lettore potrà leggere se interessato ad approfondire l’argomento.
A parte questo non mi resta che complimentarmi ancora con te per questa encomiabile iniziativa, con l’auspicio che molti lettori diventino dei collaboratori, così come è successo con l’altra gratificante esperienza sul Trio Lescano.»
Risposta del Curatore:
Ti ringrazio sentitamente per le tue belle parole di apprezzamento e incoraggiamento nei riguardi di questa mia nuova avventura (anche se intrapresa per causa di… forza maggiore), e ti sono inoltre grato per la tua giustissima osservazione sulla Presentazione del nuovo sito. A essere sincero, dopo averla scritta di getto, nutrivo anch’io qualche dubbio circa l’evidente squilibrio tra la parte di carattere autobiografico e quella dedicata all’argomento principale: troppo lunga la prima e quasi sbrigativa la seconda. Ho perciò recepito in pieno il tuo suggerimento, cosicché tale pagina si configura adesso in maniera nettamente più gradevole da leggere, lasciando al visitatore la scelta se documentarsi o meno sul mio personale percorso accademico relativamente alla glottodidattica.

Mail di Simone Zaniol (residente in Spagna dal 2012) del 28 Marzo 2020:
«Caro papà,
ho appena letto tutto d’un fiato la presentazione del tuo nuovo sito web e mi è piaciuta così tanto che deciso di tradurla tutta pure ad Alícia, che ne è rimasta affascinata. Appena ho finito la traduzione mi ha detto che le tue parole l’hanno molto colpita perché lei, a suo tempo, applicò in maniera istintiva il tuo metodo. Ma ecco ciò che mi ha raccontato.
Cominciò a studiare francese al Liceo (che qui dura due anni) e il primo anno la professoressa era una spagnola, che non riusciva a tenere in pugno la classe, per cui gli studenti non studiarono e non appresero pressoché nulla.
Allora Alícia si mise per conto suo ad ascoltare canzoni francesi trascrivendole a mano, memorizzandole e pure cantandole, riuscendo a imparare il tutto divertendosi e soffermandosi in particolare sui vari suoni del francese, che a suo dire le davano piacere.
L’anno successivo cambiò la professoressa, che era questa volta una parigina. Quando sentì parlare in francese Alícia le chiese se aveva vissuto a Parigi e lei le rispose che era stata in Francia solo una volta, in vacanza, per 5 giorni.
Altro aneddoto: una volta, scambiando messaggi con un ragazzo francese, scelse di utilizzare un’espressione sentita in una canzone e lui, impressionato, si congratulò per il suo ottimo francese.
Alícia ha concluso il discorso dicendo che lei sarebbe stata una delle studentesse entusiaste del tuo corso.
Quanto a me, io poco ho da dire riguardo alla presentazione del tuo nuovo sito: la trovo divertente e impeccabile, e ti confesso che quando ho finito di leggerla mi sono sentito profondamente commosso, perché sono fiero di te per tutto quello che hai fatto, fai e continuerai a fare.
C’è però una piccola cosa che ti vorrei dire e che mi capita spesso pure quando leggo i libri di storia. C’è questa abitudine di scrivere i proverbi in latino, senza poi metterne la traduzione. Come ben sai io non conosco ahimè questa lingua, come dovrei fare quindi per comprendere il significato di queste espressioni? Mi piacerebbe che a fianco di ogni frase in latino seguisse, magari tra parentesi, la traduzione in italiano.
A parte questo dettaglio, trovo tutto perfetto; aspettiamo quindi con interesse il sito web completo, in modo da poterlo esplorare.»
Risposta del Curatore:
Grazie mille a te e alla gentilissima Alícia per le vostre parole di apprezzamento nei confronti dell’ultima impresa in cui mi sono imbarcato e che sto portando avanti con passione. In effetti, all’inizio avevo pensato anch’io di inserire, dopo ogni citazione latina, la traduzione italiana. Ma poi ci ho rinunciato, perché la cosa appesantiva troppo il testo. Ad ogni modo le mie sono tutte citazioni ben note, per cui basta copiarle (col copy & paste) sul motore di ricerca di Google per sapere immediatamente tutto su di esse e avere inoltre una buona traduzione italiana: ad esempio se si digita miscĕre utile dulci viene fuori, tra varie altre, questa pagina esauriente.

Mail di Lele Del Gatto [al s. Gabriele Brunini] del 24 Marzo 2020:
«Ho letto attentamente le pagine di presentazione del nascente blog, che si basa su un’idea sfiziosa, sulla quale mi è capitato di fare qualche riflessione negli anni passati. In effetti, non dico impadronirsi, ma familiarizzarsi a un certo livello con una lingua straniera mercé le canzoni, ho sempre pensato fosse un metodo d’una indubbia efficacia.
Nel mio caso, quando una trentina d’anni fa cominciai ad appassionarmi alla canzone brasiliana, in breve fui preso dal desiderio di comprendere il significato di quei testi, che avvertivo d’un livello espressivo - e talora poetico - degno della bellezza delle musiche che li rivestivano. E senza tanta fatica - leggi ora, studia domani - arrivai quasi senza accorgermene a districarmi con efficacia nella conoscenza del brasiliano (e del portoghese d’Europa, mercé l’ascolto dei fadistas), tant’è che oggi corrispondo senza problemi con alcuni appassionati brasiliani con i quali ci scambiamo pareri sulle canzoni italiane degli anni ’30-’40, ancor oggi a quanto pare assai popolari in quel remoto paese.
Perciò non posso che approvare senza riserve questa iniziativa, esimendomi dal dare suggerimenti, certo come sono che il Curatore avrà già le idee chiare, forte dei suoi trascorsi professorali, nonché di appassionato di musica. Attendo dunque con viva curiosità gli sviluppi di questa promettente iniziativa.»
Risposta del Curatore:
Caro Lele, è proprio vero che chi ama i gatti come li ami tu (o li amava Baudelaire) possiede una sensibilità tutta speciale! Appena venuto a conoscenza di questo mio nuovo progetto, mi scrivi a spron battuto queste righe che sono - credimi! - quanto di meglio si potesse dire, per infondergli coraggio e determinazione, a uno che si accinge a compiere un’impresa come la mia, che sa molto di temerario. Farò il possibile per non deluderti!


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