Ricordando il Trio Lescano





La favola, senza lieto fine, di tre sorelle ungaro-olandesi, figlie di modesti artisti di circo, le quali, approdate in Italia come ballerine acrobatiche, scoprono di essere nate per la musica e diventano, come per magia, cantanti di inarrivabile bravura: tra il 1936 e il 1943 figurano così tra le stelle di prima grandezza nel mondo della musica leggera italiana, pur affollato di cantanti di vaglia.
La loro peculiarità sta nel saper eccellere in tutti i generi di canzoni – swingate, allegre, romantiche o esotiche che siano – e in tutti i ritmi con cui si cimentano: fox-trot, slow, valzer, tango, rumba… Quando viene loro concesso di farlo, sfoggiano persino un notevole estro jazzistico.
Dopo la fine dell’immane tragedia provocata dalla Seconda Guerra Mondiale, tentano di ritrovare in Italia la popolarità di un tempo, ma invano. Con una nuova formazione si trasferiscono allora in Sudamerica, dove la loro carriera, dopo il successo iniziale, si conclude in breve tempo col triste ritorno all’anonimato.

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